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martedì 29 agosto 2017

Li potete trovare -



Siamo un mondo capovolto.
Leggendo alcuni articoli di giornali, riguardo l'immigrazione, si ha l'impressione che in Italia ci sia davvero qualche cosa che non funziona. Si coglie l'impressione che i nostri governanti si siano distaccati da qualsiasi realtà per gettarsi completamente in un mondo fatto di altro. Non vediamo le stesse cose.
Loro vedono i grandi problemi nel creare leggi che obbligano i cittadini, che si tratti di vaccini o di leggi sul seggiolino, che si tratti di aerei inutili o di anni di discussioni sul come risolvere un problema come un terremoto, che si tratti di chi mettere in tale posto e chi invece mettere in un altro, che si tratti di onorevoli inquisiti che hanno bisogno di essere salvati o di onorevoli che parlano troppo e che devono essere zittiti, sono sempre e comunque lontani dalla una realtà vissuta dalla maggioranza degli italiani. Non sono con noi, non vivono con noi, non respirano la nostra stessa aria, sono altrove.
Assieme a loro ci sono i media, quelli che scrivono le loro grandi riflessioni, i loro nuovi concetti, e che riportano frasi a effetto che come effetto hanno quello di tentare di farci dimenticare la loro inutile presenza in ogni governo.
Non vorrei dirlo, ma mi sembrano parassiti. Quelli della specie peggiore, che non si riesce a eliminare.
Intanto ricaviamo che l'Italia, per quanto appaia strano, non è affatto la meta degli extracomunitari che arrivano sulle nostre coste. Solo una piccola percentuale arriva pensando di rimanere in Italia, gli altri ci arrivano come arrivano in Libia. Ci arrivano perché ci sono obbligati, ci arrivano di passaggio.
L'Italia è un paese di passaggio per raggiungere poi il nord Europa. Non vogliono rimanere qui.
Ma la cosa più terribile è che qui, non ci vogliono più rimanere nemmeno i nostri giovani. L'Italia è un paese di emigranti a tutti gli effetti, ogni cento emigranti, il 2,5 sono italiani, quasi tutti giovani che scappano altrove perché qui, i nostri politici stanno pensando ad altro.
Secondo il Centro studi Idos e Confronti, sono circa 285 mila gli italiani scappati negli ultimi dieci anni. E questo grazie alle politiche dei nostri illuminati governanti.
In pratica, benché arrivino molti extracomunitari, che poi tentano di andare via, sono più quelli che partono che quelli che arrivano, e così, l'INPS ci fa sapere che se non ci saranno giovani che lavorano non si potranno pagare le pensioni agli anziani. Però si fa di tutto per far emigrare i giovani, che vanno ad arricchire ancor di più paesi già ricchi.
I giovani non dovrebbero partire, e infatti ci sono anche quelli che non partono, li potete trovare seduti nelle panchine dei parchi, li potete trovare mentre camminano a testa bassa con una laurea in una cartella, mentre entrano ed escono, delusi, da uffici in grandi palazzi. Li potete trovare seduti davanti a un computer, mentre si stordiscono con videogame perché non hanno più la forza di stare a pensare a che cosa fare. Li potete trovare, mentre a capo chino a oltre trentanni di età, si avvicinano alla madre per chiedere se ci sono dieci euro per andare in pizzeria con gli amici. Li potete trovare fermi, in una stazione, a guardare i treni che partono con la tentazione di salirci sopra, senza biglietto, perché non hanno nemmeno i soldi per quello. Li potete trovare negli occhi delle madri e dei padri che hanno fatto sacrifici per laurearli e che adesso si chiedono dove hanno sbagliato.


mercoledì 9 agosto 2017

Il mese del rilassamento -



Agosto è il mese del rilassamento, si lascia andare ogni cosa, o quasi, e ci si tuffa in un mare a volte splendido, a volte inesistente.
Si vorrebbe evitare di parlare di politica, se non per chiacchierare con qualche amico, si vorrebbe che ogni cosa negativa rimanesse fuori dalla porta, fuori dalla sdraio.
C'è un mondo che appare non-funzionante, ma per Agosto, si cerca il modo di far andare bene ogni cosa.
Ci sono le feste nei paesi, ci sono bancarelle, processioni, cinema all'aperto, ci sono tante occasioni per incontrare gente nuova, a patto che si lasci a casa lo smartphone.
Ad Agosto ritornano gli emigrati italiani che vivono e lavorano all'estero, quelli che sanno di aver cambiato il timbro vocale e l'accento, ma che si sforzano di apparire sereni, gioiosi, amichevoli, tutto va bene, anche quest'anno sono riuscito a tornare. Ci raccontano di come si sta bene in quell'altra Nazione, di come tutto funzioni a meraviglia, del lavoro che non manca, degli stipendi importanti, quasi volessero invitarci ad andare con loro. Ritornano e guardano l'Italia con occhio critico, riportando accuse di vario genere, rimuginando sul perché le cose debbano andare così male fino ad aver dovuto emigrare.
A volte, in queste persone, si nota un lampo di nostalgia. Si nota una stonatura che non viene soddisfatta da un buon stipendio, non viene colmata da un buon lavoro. Le cime di quegli alberi dinanzi casa, non ci sono da nessuna parte al mondo. Diventano persone soddisfatte di poter spendere, ma insoddisfatte di dover vivere altrove, dove non avrebbero voluto.
Colgo la loro amarezza, colgo la loro intima condanna a un Governo che non ha saputo dargli quanto gli serviva per vivere una vita decente nel proprio paese.
Sono persone che vantano l'estero, ma amano profondamente la propria terra, la propria casa, la propria gente.
E' un diritto negato dagli affaristi del mondo, un diritto che continuano a togliere a molte parti del mondo.
L'emigrazione di questi anni è una violenza all'umanità, ma è diventata un affare non più economico, ma addirittura di alta finanza. Ci girano parecchi milioni.
Se poi una parte affonda, pazienza. Non erano loro parenti.
Agosto non dovrebbe permettere pensieri di questo tipo. Agosto è il mese del rilassamento,

Non si lavora Agosto, nelle stanche tue lunghe oziose ore
mai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore, di vino e di calore...

O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni, e tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare...
F. Guccini




venerdì 21 luglio 2017

Spegnete la luce -



Dico, senza crederci, che se prendi posizione su argomenti scientifici, o su fatti politici dell'alta finanza, oppure su come si piantano i semi di melone retinato, si può rischiare il linciaggio. Forse non proprio con la corda, ma mediatico sicuramente.
Di questi ultimi tempi mi sento spesso dire che non ho alcuna autorità per poter parlare di queste cose. Il senso è, che siccome non sono d'accordo con il loro vedere, e quindi contrasto con il vedere comune, non ho i titoli per poterne parlare.
Lo so, ho già scritto di questo argomento, ma mi viene riproposto, come fosse qualcosa che mi deve ancora insegnare qualcosa.
Forse mi deve insegnare proprio il fatto che non posso parlare di questi argomenti perché non sono autorizzato.
Vorrei soltanto capire perché devo tacere.
Se leggo un libro di Scienza, non sono uno scienziato, e se leggo di economia non sono un economista, quindi non agendo nel campo direttamente, non ho modo di sperimentare quanto affermo.
Ma oltre a eliminare tutte le cose che non vi piacciono, come avviene in questi giorni, dove si sta tentando di eliminare il nostro passato, nascondendolo sotto una vergognosa versione del politically corretto, ormai diventato un mantra che deve far dimenticare quanto siano stati cattivi i fascisti, si sta cercando di eliminare anche tutti coloro che hanno un pensiero su argomenti che poi ci toccano personalmente, anche se sono scientifici.
Se avete voglia di farlo, potrete trovare tantissimi esperti autorizzati che si dicono contrari al bombardamento di vaccini dei bambini, e troverete altrettanti autorizzati che dicono il contrario.
Io non so se sia un bene o se non lo sia, e ammetto di non essere contro i vaccini. Quello che mi spaventa è che i bambini vengono visti come contenitori di una valanga di prodotti chimici quando il loro corpo non è ancora in grado di contenerli. Perché tutta questa fretta? Perché devono essere vaccinati così presto? Sembra quasi che sia un male non poterli vaccinare nel ventre della madre.
Ma non ho diritto di esprimere questo pensiero, non sono un esperto.
Mi fa male pensare a un neonato sotto assalto da una legge che non esiste da nessun'altra parte al mondo.
E vi dico, se negli Stati Uniti non l'hanno fatta, è perché davvero non è necessaria. Loro sono all'avanguardia nelle sperimentazioni. Lo sanno che non serve.

E adesso dovrei scrivere una giustificazione perché ho parlato di argomenti in cui non sono esperto.

Dichiaro di aver scritto questo testo sotto l'effetto di una sonnolenza profonda, mentre guardavo la tv che non ho.
Chiunque si senta offeso da questo testo, può non leggerlo, non criticarlo, non parlarne, non citarmi, non salutarmi più. Ma per favore, non cancellatemi dalla vostra pagina di facebook, i vostri argomenti mi aiuteranno, un giorno, a capire meglio.
Gli autorizzati a parlare di questi argomenti, non leggeranno mai questo testo, ma se accadesse, sappiate che sono uno scrittore di fantascienza, e che ho bisogno di trovare nuove idee per un nuovo romanzo, sono solo prove per un'avventura inventata.
Non ho scritto  usurpando gli esperti autorizzati, ma solo quello che è uscito dai miei pensieri, e, lo so, sono strani pensieri sicuramente dovuti al fatto che da piccolo non ho fatto tutti questi vaccini. Gli adulti di domani, ne sono certo, non oseranno contestare come faccio io oggi ma saranno coscienti che gli autorizzati sono gli esseri migliori del mondo.
State costruendo un mondo nuovo, con un ordine nuovo, mi auguro che ai vostri figli piaccia. Io non sono autorizzato a commentare, specialmente se lo faccio contro corrente, commentatevi da soli, fatevi le leggi da soli, fate le vostre scelte a seconda di come oggi vi sentite di fare, o di come oggi siete anche voi obbligati a fare. Cambiate il mondo, portateci verso la vostra luce, ma ricordatevi di spegnere la nostra.








giovedì 6 luglio 2017

Si muore ancora per un sogno -



Ieri è morto in carcere, dopo un lungo sciopero della fame, Doddore Meloni, un indipendentista Sardo.
Un senso di impotenza colpisce chiunque abbia appreso questa notizia e sia in qualche modo cosciente di almeno una piccola parte della condizione Sarda.
Qualche giorno fa è stato detto da qualcuno che Doddore Meloni non correva alcun pericolo di vita. In un articolo ho letto che stava benissimo. Vorrei sapere chi è l'esperto che ha rilasciato questa dichiarazione. Non fosse altro, se è un medico, per non cascarci tra le mani. Doddore è stato condannato per reati fiscali, e si lascia intendere chiaramente che era un 'furbo' che non voleva pagare le tasse per arricchirsi a spese dei poveri ignoranti che le pagano. Ma non ho mai pensato che fosse così. Doddore era un indipendentista, e se non pagava le tasse lo faceva per dimostrare la sua indipendenza da uno stato padrone e schiavista. Ma dire queste cose sembra non avere alcuna importanza. Passa l'idea dell'evasore. Eppure, oggi, leggendo
alcuni post, mi accorgo che i sardi, per lo più, sono davvero ipnotizzati da una mentalità che non lascia spazio ad alcuna considerazione libera. Si citano i grandi rivoluzionari per farne una distinzione, Ma Doddore era un indipendentista, voleva scatenare una coscienza che si ribellasse al malessere che ogni sardo si porta dentro. Siamo sotto pressione economica e sociale, e l'unica arma che troviamo per combattere, è l'emigrazione.
L'unico modo per risolvere è andarsene e lasciare che la stirpe dei sardi, ormai condizionata a pensare male di se stessa, si estingua in luoghi del mondo dove potranno essere sfruttati, in cambio della sopravvivenza.
Con il bene  placido dei nostri politici che mai hanno consigliato ai nostri giovani di rimanere, ma spesso complimentandosi per la scelta fatta. I giovani disturbano, meglio non averli tra i piedi, potrebbero cominciare a ragionare con la loro testa.

mercoledì 28 giugno 2017

Qualcosa di diverso -



Quando osservo che forse sarebbe il caso di non andare a votare, tutti, vengo accusato di menefreghismo. Il punto è che se una persona fa una scelta, anche se non la condividete, ha fatto una scelta. Ha usato la sua discriminazione e ha scelto. Il menefreghista non sceglie. Non fa.
E' diverso.
Siamo così intasati di frasi fatte, di imposizioni, di leggi, di regole, di doveri, che non siamo più in grado di guardare liberamente, non siamo in grado di pensare liberamente, non siamo in grado di andare un po' più in là di quanto ci concedono.
Se dico che un mondo diverso è possibile, è perché ci ho pensato. Se dico che si potrebbe vivere senza tutto il baraccone di morte che abbiamo messo in piedi si può, è perché ci ho pensato.
Siamo così convinti che non ci sia altro modo di vivere che nemmeno ci pensate più.
“Da migliaia di anni l'uomo vive così!”
E quindi? Dobbiamo continuare ancora per migliaia di anni o milioni di anni?
Impossibile.
Lo sapete meglio di me.
Se si continua così non ci saranno migliaia di anni da vivere. Ci estingueremo prima.
Lo sapete meglio di me.
Eppure, non volete cambiare, non volete cambiare perché pensate che il cambiamento sarà così traumatico che perderete tutto quello che avete.
Ma non è così. Tranquilli.
Un cambiamento sociale del pianeta non si può ottenere in un istante, ce ne vogliono almeno tre.
Così avrete il tempo di morire. Una volta morti, sarà compito di chi rimane. Vero?
Allora, visto che chi c'è adesso non subirebbe grandi cambiamenti, perché non cominciare a cambiare qualcosa?
Ad esempio, perché non cominciamo a lasciarci andare in qualche pensiero diverso?
Perché non lasciamo che fantasie positive entrino nella nostra mente?
Perché non cominciamo a pensare che rinunciando oggi a una piccola cosa, potremmo aiutare i nostri figli o nipoti in futuro?
Perché dobbiamo per forza seguire le regole, anche quando ne vediamo l'assurdità?
Non sto parlando di fare rivoluzioni, non è tempo. Sto parlando di cambiare qualcosa in noi stessi. Non qualcosa di traumatico, che ci spaventa, ma qualcosa di piccolo, qualcosa che potrebbe strapparci un sorriso nel farlo. Perché non proviamo a fare una sola cosa diversa oggi?
Perché abbiamo così paura del giudizio degli altri, anche se diciamo che quello che pensano gli altri non ci interessa? Si, ci interessa quello che pensano gli altri. Ci interessa il giudizio di chi ci sta attorno, altrimenti perché faremmo tutto quello che facciamo? Ci interessano gli altri, e allora possiamo farglielo anche capire in qualche modo. Vogliamo vivere in un mondo dove gli altri hanno una qualche importanza per noi, perché senza gli altri non possiamo avere specchio di noi.
Quello che vediamo negli altri, siamo anche noi.

Allora, se gli altri non ci piacciono o ci ispirano sentimenti negativi, possiamo cominciare a osservare noi stessi sotto quell'aspetto. Mettendoci nei panni di un altro, osservando come potrebbe osservare. Possiamo non condividere, ma questo non significa che noi siamo estranei a quei sentimenti, forse dobbiamo solo rivederli un po'. Non possiamo cambiare gli altri se non con la violenza, il sopruso, il condizionamento, l'imposizione. Ma possiamo cambiare noi, semplicemente ascoltandoci. Ascoltandoci ogni giorno, rimanendo fermi, immobili per qualche minuto e guardare dentro di noi. Sentire se ci siamo, oppure se ci sono solo pensieri, sentire se c'è silenzio, quel silenzio che ci indica che siamo vivi. Ascoltiamo questa vita, ogni volta che possiamo, una, dieci, mille volte al giorno, e lentamente, scopriremo che si può cambiare, che si può vedere, che si può capire.

martedì 20 giugno 2017

Mente sottile -




Si dice spesso che esiste una mente sottile.
C'è una mente grossolana e una mente sottile.
Sono entrambe frutto della mente, sono strutture di pensieri.
Nel caso della mente grossolana, si tratta dei pensieri che percepiamo nel fare, nel pensare normalmente alle cose di ogni giorno, alle cose da fare. E' la mente che organizza, che cerca soluzioni e che crea problemi. E' la mente che sta in primo piano e che forma i pensieri che danno le risposte alle esigenze della comunicazione, è la mente che molti pensano sia la vera mente, quella che ci permette di essere esseri umani pensanti.
La mente grossolana è la stessa che esprime i sentimenti, quelli più piacevoli e quelli più spiacevoli. Crea la gelosia e le guerre, e crea le poesie e i romanzi.
La mente grossolana è quella che crea il mondo in cui viviamo, comprese le sue atrocità e le sue bontà. E' la mente che divide. La mente alla quale si rivolgono i politici, la pubblicità, le leggi, le imposizioni, la lettura, la Scienza, la filosofia. E' la mente che tutto apprende e che tutto crea, la menta attiva.
Ma è definita grossolana perché ogni cosa che pensa è legata strettamente al mondo duale.
Vive sempre in un movimento tra il più e il meno, tra il bianco e il nero, tra il bene e il male, attraversando i vari stadi intermedi in maniera piuttosto veloce. Non gli piacciono gli stati intermedi perché ha bisogno di definizioni immediate. Così è portata a estremizzare facilmente, nel senso di o così o cosà. Le vie di mezzo non gli sono congeniali, ma le accetta in base all'educazione ricevuta.
La mente sottile sembra mentale, pensiero, ma non emerge facilmente. La mente sottile ha necessità di silenzio, di calma, di profondità, di coscienza attiva.
Nella mente sottile, i pensieri sono pochi, spesso non ve ne sono. La mente sottile osserva in silenzio lo stato della coscienza. In qualche modo, cerca di estrarre dalla coscienza quei pensieri che non possono rivelarsi nella mente grossolana perché troppo rumorosa.
La mente sottile non crea i pensieri, li riceve dalla coscienza. La coscienza però non pensa, non forma pensieri, emette messaggi. I messaggi della coscienza sono spesso archetipici, cioè si presentano come immagini, sensazioni o suoni, che la mente sottile deve tradurre in qualcosa di comprensibile per la mente stessa.
Questa trasmissione, spesso non è compresa dalla mente, perché la coscienza e la mente non parlano lo stesso linguaggio, per questo si dice che sia necessario essere rilassati, sereni e concentrati quando si è in sé stessi. L'ascolto attento di questi messaggi della coscienza, ci permette di comprendere ciò che siamo interiormente. Ci permette di osservare ciò che c'è dentro di noi, al di là di quanto pensiamo dovrebbe esserci. Ascoltare i pensieri sottili ci permette di osservare il nostro mondo interiore da un punto di vista molto vasto e senza influenze.
La meditazione, la concentrazione serena, o quella chiamata meditazione trascendentale, porta la mente sottile e la coscienza a trovare un punto di incontro.

Rivela ciò che siamo.  

giovedì 15 giugno 2017

Serve per diventare servi -



Siamo esseri che non vogliono essere liberi.
Non è una frase fatta, ma un'osservazione.
Osservando il mondo, quanto accade in esso, viene spontaneo trarre conclusioni che non sono per niente rassicuranti.
In questa epoca, si osserva come la finanza abbia preso quasi del tutto il potere temporale del mondo. La finanza nasce da una regola fondamentale basata sulla falsità.
Credo che questo oramai, lo sanno in molti.
Il danaro non è una componente della natura in cui viviamo, è una creazione di alcuni umani che ne hanno strutturato la funzione e ne detengono la gestione.
Non correte a condannarmi per cospirazionismo.
E' l'evidenza dei fatti a dimostrarlo.
Il danaro è un mezzo abile per gestire il potere economico del mondo.
Serve per diventare servi.
Per altro, potrebbe essere anche un mezzo abile per gestire il mondo in maniera funzionale, ma non accade, non permetteranno che accada. Un danaro libero dal controllo dei potenti diventerebbe soltanto una moneta di scambio per facilitarci la vita, ma non è stato creato per questo scopo, è stato creato per dominare.
Per chi ha avuto l'opportunità di leggere libri o di informarsi in qualche modo, sa bene che il danaro è la base su cui si fondano i poteri forti, i governi, le lobby, e che questi hanno un tale potere da poter distruggere un'intera Nazione utilizzando soltanto il danaro.
La Grecia è n esempio che abbiamo sotto casa, ma a causa del potere del danaro, fanno in modo che non possiamo prenderne coscienza, fanno in modo che rimanga come qualcosa che non ci appartiene e quindi non ci interessa.
Il potere agisce senza coscienza, e senza coscienza sono coloro che lo gestiscono. Non lo sto dicendo per indicare che non sanno quello che fanno, lo sanno benissimo quello che fanno, ma a queste persone, manca proprio la coscienza nel proprio essere, sono esseri senza coscienza.
Hanno Spirito e mente, ma non hanno coscienza. Mancano di una componente che altri hanno.
Se avete una coscienza aperta, potete individuare le persone senza coscienza, sono molti, sono molti di più di coloro che hanno coscienza. Sono la maggioranza planetaria, per questo gli riesce così facile condizionare e costringerli sotto il loro dominio. Chi è senza coscienza, spesso dimostra una subalternità molto marcata. Ama le gerarchie, obbedisce agli ordini anche quando non dovrebbe, e lo fa perché non ha coscienza della sofferenza che crea. Ne ha solo una visione, senza poter collegare ad essa la sofferenza che provoca.
Sono in molti senza anima, ma le poche anime che ci sono, possono fare molto più di quanto fanno loro. Per farlo è necessario aprire la propria coscienza, completamente e vedere come è il mondo realmente.

Potete farcela.

sabato 10 giugno 2017

IL SEGGIOLINO VA DAVANTI!



IL SEGGIOLINO VA DAVANTI!

In questi giorni si è parlato della tragedia del bambino dimenticato in auto.
Un qualcosa di davvero tremendo, terribile, qualcosa che lascia un senso di impotenza in ognuno di noi.
Nei social si è parlato molto di questo, con assoluzioni e condanne, con rammarico, con dolore partecipato.
In verità non riusciamo ad accettare che accadano cose simili, e non siam in grado darci una giustificazione che ci ridia il bambino.
Ma invece di cercare giustificazioni, perché nessuno dei nostri illuminati politici, che creano leggi a valanga per obbligare alla vaccinazione, non ha proposto di cambiare la legge sui seggiolini?
Mettere il bambino davanti è detto sia pericoloso a causa degli scontri frontali, e può essere vero, ma se si costruisce un seggiolino apposito, con sicurezze apposite, con cinture apposite, con accessori vari appositi, dov'è il problema?
L'industria dei seggiolini si può benissimo mettere all'opera per creare un simile seggiolino, non è impossibile.
Il bambino, messo davanti, è sotto gli occhi, e anche se una madre o un padre sono stressati, distratti, allucinati, non possono fare a meno di vederlo.
E' lì, sotto gli occhi, non lo si può dimenticare.
Allora, fate girare questo messaggio, fatelo arrivare ai politici in modo che si applichino con la stessa celerità con cui si aumentano gli stipendi a risolvere questo problema.
Non ci vuole molto, solo un po' di buona volontà.
Evitiamo che accada di nuovo.
Un seggiolino da mettere davanti con i necessari accessori di sicurezza non è impossibile da costruire ed essendo poi costruito in quantità, non dovrebbe costare nemmeno molto.
Diffondete.

(la richiesta di diffusione di questo post non è legata a nessun utile da parte mia. Non faccio pubblicità a pagamento, non cerco utenti, non cerco mi piace. Potete copiare il messaggio e far vedere che lo avete scritto voi, non ha importanza, l'importante è che si metta mano a una legge che ha già dimostrato più volte di non essere all'altezza della situazione. Fate in modo che venga cambiata condividendo sulle vostre pagine o, se avete mezzi migliori, usateli. Grazie fin d'ora a chi lo farà. )



venerdì 9 giugno 2017

Senza falsità -



Siamo vicini a una nuova religione che è composta da tutte le religioni e da tutta la conoscenza umana. O quasi. La religione del web. Una specie di akasha digitale
Penso che in molti, attraverso internet, siamo arrivati a comporre una conoscenza che altrimenti non avremmo potuto sperimentare. La valanga di informazioni presenti nel web è qualcosa di veramente vasto, e il problema che si presenta, è che nel mezzo di tanta informazione intelligente, ne viene prodotta altrettanta fasulla.
Non avendo mezzi e tempo a disposizione, si raccoglie quello che si riesce, e si cerca di discriminare nella scelta di quanto appare veritiero.
Eppure, se non dedichi tempo a fare ricerche, diventa inevitabile farsi idee corrette miscelate a qualcosa di sbagliato.
Questa visione mi appare come qualcosa di volutamente creata.
I famosi fake, spesso sono diffusi da persone che non sanno di fare il gioco di chi questo gioco lo ha creato, e per invogliarli a farlo, permettono di inserire pubblicità nelle loro pagine, in modo che siano sempre spinti a creare informazioni fasulle ad alto livello.
In questo modo, la falsità paga.
Una notizia falsa, ben costruita, attira molti lettori. Alcuni poi, scopriranno che è falsa, e renderanno pubblica la loro scoperta, ma a quel punto, il danaro è stato raccolto, il compito di creare confusione è stato raggiunto, e l'informazione si è diffusa.
Un gioco vecchio quanto il mondo che oggi prende le vie della tecnologia.
E' lo stesso gioco che si fa da sempre attraverso le religioni, attraverso i governi o i poteri di controllo.
Le religioni ti mettono a disposizione informazioni importanti sulla creazione ma in mezzo a queste informazioni, ci sono tanti falsi, a volte proprio piccoli, che spingono a guardare in una direzione sbagliata, e questa indicazione, è quanto serve al potere religioso per mantenere il controllo sia sulle persone che sui testi diffusi.
I governi fanno la stessa cosa, promettono molto, e mantengono poco, perché nelle promesse che fanno, ci sono tante falsità che spingono a credere che manterranno la promessa, mentre sanno già che quella promessa non sarà mantenuta.
Abbiamo informazioni in abbondanza, ma mantenersi in una condizione di chiarezza, di verità, di serietà, mi appare del tutto impossibile.
La stessa Scienza propone scoperte e diffonde informazioni scientifiche, dove vengono inserite nozioni che sono errate. Non so se è qualcosa di voluto, ma in qualsiasi caso, ciò che dovrebbe essere vero, è sempre condizionato da una certa quantità di falsità.
Se non si hanno mezzi ad alto livello di intelligenza, si creano in noi credenze che sono fatti per una certa percentuale di verità, e per un'altra di falsità.
Si lotta per una verità che non può essere rivelata.
Una nuova religione costruita con tecniche vecchie, ma che funzionano sempre.
Per cavarci fuori da questo inganno, è necessario liberarsi di tutto.
Pulizia intensa nella propria mente, fino a rimanere senza nulla.
Quel nulla, potrebbe essere senza falsità.



lunedì 5 giugno 2017

Nubi oscure -



Non dovrei scrivere di queste cose, infondo non sono un esperto. Ma il mio mondo, quello che in qualche modo conosco, mi mette in testa delle cose, e solo queste posso esprimere. Non per dire una verità assoluta, ma una verità che riesco a comprendere. Forse sbagliata, forse inutile, ma questo è.
L'ultimo G7 si è concluso con una specie di rottura tra gli Stati Uniti e la Germania.
La versione ufficiale è che il Presidente Trump non sottoscrive l'accordo di Parigi, dove si devono mettere dei limiti alla diffusione dei gas serra.
In pratica un accordo contro l'inquinamento che colpisce tutto il pianeta. Non lo firmano perché ristrutturare tutte le industrie, anche se negli anni a venire, costerebbe troppo.
Questa la versione ufficiale, ma la realtà mi appare diversa.
La rottura è dovuta a ben altre faccende, una tra tutte, l'Ucraina, che rimane un punto fondamentale del controllo del pianeta. In questa faccenda, la Germania ha un potere fondamentale, visto che è il referente europeo degli affari americani ed è anche il maggior alleato.
La posizione della Germania, è la posizione del futuro dell'Europa.
Se la Germania rimane agganciata agli Stati Uniti, lavorerà per continuare ad armare i confini con la Russia, alimentando il piano di occidentalizzazione dell'Ucraina e scalzando la Russia dal controllo di quella importante frontiera. Se si rifiuterà di farlo, credo che abbia già ricevuto le relative minacce, e abbia deciso di prendere tempo per decidere sul da farsi.
Adesso è necessario che i paesi europei, non tutti, ma quelli più vicini all'Europa, quelli storici, decidano di appoggiare questo nuovo corso, e affiancare gli affari interni alla Russia, anziché agli Stati Uniti. I paesi più distanti, come Polonia, Bulgaria, Romania, stanno già ricevendo armamenti americani, non dell'ONU, sui loro territori, che sono necessari per tenere sotto pressione la Russia, mentre in Ucraina, finanziano le due fazioni per creare uno stato di guerra.
Quella di finanziare due fazioni nemiche sullo stesso territorio è una pratica molto utilizzata dagli USA in ogni guerra. Al momento opportuno, decidono con chi allearsi, e scatenare una guerra. Infatti, mi sembra che in Iraq, ad esempio, abbiano vinto la guerra con soli centotrenta mila militari circa, su una popolazione di venticinque milioni. E' una tecnica che viene utilizzata da secoli, e ha sempre funzionato. Quando questa tecnica non ha funzionato, sono passati alle maniere forti, come in Giappone, o in Vietnam, con armi distruttive, che non si trattava di armi soltanto di morte, ma sopratutto di convincimento. Una bomba atomica uccide molte persone, ma non una Nazione, la Nazione viene distrutta dall'effetto interiore di una simile sciagura. Non si ha più la forza di ribellarsi. Un attacco di questo tipo è distruttivo mentalmente. Ci si arrende.
Tutti giochi che in questo caso, potrebbero riportare un certo equilibrio sull'intero pianeta. Un'Europa distaccata dagli Stati Uniti, aprirà per forza un canale potentissimo con la Russia, che ha materie prime in quantità sufficienti per garantire una continuità all'Europa e alla stessa Russia. Il fatto che sia vicina di casa, abbatte anche costi importanti, e per di più apporterebbe una buona quantità di mano d'opera a tutta l'Europa. E' questo che oggi, con l'ultimo G7 si sta tentando di impedire, che l'Europa diventi una grande alleanza di Nazioni di cui farebbe parte anche la Russia, un gioco importante, che potrebbe trasformare completamente le idee imperialiste degli Stati Uniti.
Anche se a detta di alcuni esperti, gli Stati Uniti hanno conquistato ormai tutti gli Oceani della Terra, acquisendo un potere immenso che nessuno ha mai avuto fino a oggi. Gli Stati Uniti, probabilmente, dichiareranno a breve, ufficialmente, di essere un Impero, forse democratico, ma comunque un Impero, dove le Nazioni alleate saranno totalmente assoggettate ai loro piani.

Ma forse mi sbaglio, non sono un esperto, osservo dal punto di vista di chi cerca di capire, di chi vuole sapere in che mondo lascerà i propri figli e i propri nipoti. Osservo come la sete di potere scavalchi di gran lunga la volontà di fare del bene, osservo un cielo con la sensazione, che da una qualche direzione, si stiano per alzare nubi oscure, spinte da venti che non ci appartengono.


venerdì 2 giugno 2017

E' solo una battuta -



Si, è vero, sono sorpreso che ci sia ancora una Festa della Repubblica.
Si ricorda quel giorno, quel referendum che ha fatto dell'Italia una Repubblica democratica.
Sono sicuro che a quei tempi, nessuno si immaginava che l'Italia sarebbe diventata una colonia della Germania. Si lo so, non lo è. Era solo una battuta.
Quando il mondo è cambiato, in Italia, sembrava che si fosse realizzato un sogno di libertà al di là di ogni possibile disfatta, eppure, nel tempo, le cose non durano.
Ogni cosa cambia e per noi italiani, le cose hanno preso una piega che volevamo evitare, cioè finire in mano ai tedeschi, ma non ci siamo riusciti. E' solo una battuta.
Per qualche verso, pare che nelle menti dei signori che gestiscono il potere in Italia, ci sia un qualche worm che li tiene sempre sotto altri. Come se da soli, non sanno decidere niente, niente che sia a vantaggio della propria gente. Prima vengono gli altri. Una forma di altruismo ammirevole, non fosse che lasciano i figli senza pane.
Ma siamo una grande Repubblica, siamo italiani, gente dal cuore grande, accoglienti, socievoli, altruisti. Anche se ultimamente, ci siamo ridotti a evitare l'accoglienza, perché non si tratta più di accoglienza volontaria, ma ci viene imposta anche questa. Siamo obbligati ad accogliere, chiunque, senza distinzione di alcun genere.
Solo che io, non riesco più ad accogliere. Non riesco più a invitare gli amici a cena, non riesco più a invitare una birra o un caffè. Non posso più farlo perché dobbiamo limitare le spese, dobbiamo limitare il lavoro, dobbiamo limitare la crescita economica, e soprattutto dobbiamo limitare i posti di lavoro, altrimenti rischiamo di diventare più importanti della Germania. E' solo una battuta.
Meglio rimanere sotto, così se le cose vanno male è colpa della Germania o dell'Europa, mai dei nostri insigni governanti.
Ce lo chiede l'Europa.
Ma noi, non chiediamo mai niente all'Europa?
Non abbiamo diritto di chiedere?
Dobbiamo solo dare?
Mi sembra che negli ultimi tempi abbiamo dato parecchio, e non solo economicamente, ma anche in termini umani. Quanti saranno gli emigrati in Germania? O in Gran Bretagna?
Oh, la Gran Bretagna non è più nell'Europa. Ora si chiama Brexit.
Mi chiedo se ci sarà una Brexitalia, ma prima bisogna vedere cosa dice la Germania. E' solo una battuta.
Rimane ancora qualcosa di importante, il ponte del 2 Giugno, che quest'anno è corposo. Per chi lavora.


sabato 27 maggio 2017

Non capisci niente, quindi taci -



Non si deve più parlare, o scrivere. Se esprimi un'opinione in base a quanto sai, a quanto ti è stato concesso di apprendere, in base alle proprie esperienze, in base ai propri studi o non studi, vieni subito tacciato di sfascismo. Sembra che se non sei in accordo con le indicazioni di massa, non puoi permetterti di esprimere un pensiero diverso. Sembra che ci sia una sorta di censura dettata da chi ne sa di più, che sono coloro i quali è stata consegnata la nuova religione, quella che solo un esperto qualificato, un esperto qualificato da altri qualificati, che a loro volta sono stati qualificati da altri qualificati, abbiano il diritto di stabilire che cosa tu, ignorante, devi fare o pensare. Così, ti viene detto chiaramente che non capisci niente, quindi taci.
Se non sei un laureato in vaccinologia non ti puoi permettere di dire che i vaccini sono troppi e che, forse, fanno male al bambino, non capisci niente, quindi taci.
Se l'economia va male e non hai studiato alla bocconi non puoi parlarne, perché non capisci niente, quindi taci.
Se la guerra non ti va, è inutile che ne parli, non sei un militare esperto, non capisci niente, quindi taci.
Se la politica in Italia va male, non è perché va male, ma perché tu non sei un politico e non capisci niente, quindi taci.
Se i ponti crollano appena sono stati collaudati, non è perché sono stati fatti male, ma perché il progetto era così, non sei un ingegnere, non capisci niente, quindi taci.
Se ti sembra che c'è un'invasione di extracomunitari, è perché non sei un extracomunitario, gli esperti ci dicono che nei loro paesi ce ne sono molti di più, non sei un sociologo, non capisci niente, quindi taci.
Se il presidente degli stati uniti ti piace o non ti piace, non sei un americano e non puoi nemmeno parlarne, non capisci niente, quindi taci.
Se l'euro ti sembra che non funzioni, non sei un economista, non sai niente di alta finanza, non capisci niente, quindi taci.
Se il terrorismo ti spaventa, è perché non puoi capire quanto sia necessario, non sei un esperto terrorista, non capisci niente, quindi taci.
Se piove, governo ladro, ma non sai quanto soffra il governo sotto la pioggia, non capisci niente, quindi taci.
Il silenzio è d'oro, ma se oro non ne hai, non è colpa dei minatori, ma è tua perché non sai minare, non capisci niente, quindi taci.

E si può proseguire, fino a cancellare i bar, dove più o meno ogni giorno, ci sono persone che si incontrano e discutono sul mondo e sui suoi problemi. Si possono cancellare le riunioni di più di due persone, così si evita che si spargano false informazioni che non provengono da questi qualificati. Si possono eliminare i muretti dove si incontrano i ragazzi, così possono rimanere in casa a giocare con i videogame senza rischiare che se si incontrano, magari, cominciano a parlare di cose in cui non sono esperti. Si possono cancellare anche le cene con gli amici, perché quegli incontri sono davvero pericolosi, si rischia che magari si parli di politica. E già che ci siamo, cancelliamo anche la possibilità che qualcuno possa farsi delle domande, che è il massimo del pericolo, perché potrebbe anche trovare qualche risposta corretta, anche se senza qualifica.

giovedì 25 maggio 2017

Perché vuoi perderti tutto questo?



A volte, quando sembra che il tempo abbia tempo, alcuni si dilettano a dissertare sulla vita, sull'esistenza, sul perché siamo qui e sul chi siamo.
Generalmente ci si sforza di dare le risposte che appaiono più eclatanti, più potenti, più interiori possibili, cercando di dimostrare che sì, sappiamo bene di che cosa si stia parlando.
Ma la realtà, quella realtà che viviamo giornalmente, non è proprio quella di cui tentiamo di parlare. La realtà si evidenzia in tutta la sua nudità e in tutta la sua pesantezza, dimostrandoci che un conto è quanto vorremmo, un altro è quelle che è.
E allora che cos'è la nostra vita?
Senza scendere in differenze, che comunque ci sono, la vita è un flusso di cose da fare già predisposte da altri. Specialmente nell'età della crescita.
Asilo, scuole elementari e medie, licei, università, per chi può.
Il percorso consiste nel tenere le persone sempre sotto controllo, sempre impegnate in qualcosa che gli si deve dimostrare quanto sia importante che eseguano con tutte le loro forze.
Così si parte per il grande viaggio, che grande non è e che forse, non è nemmeno un viaggio.
Con questo non voglio criticare o abolire le scuole, che comunque sono sempre un importante sistema per apprendere, ma voglio evidenziare che cresciamo imprigionati in un sistema che ci fa fare quello che altri hanno deciso per noi.
Ogni Nazione ha una sua religione da seguire, un governo da seguire, delle leggi da rispettare, dei regolamenti da mantenere, dei modi di vivere da tramandare ai posteri.
Quando qualcuno si stacca da queste regole, diventa fuori legge, fuori regole, il più delle volte, malato.
Non sto parlando di chi può far del male a qualcun altro, sto parlando semplicemente di chi non accetta di sentirsi imprigionato in questi schemi e cerca un altro modo di vivere.
Non è consentito.
Non è consentito vivere per proprio conto senza dover rendere conto allo Stato. Devi dimostrare sempre qualcosa, a cominciare da chi sei, dove sei nato, perché vivi in una baracca su una montagna, che cosa hai da nascondere e così via.
Non è consentito non avere documenti che dichiarino chi sei, non è consentito vivere senza ricevere bollette, senza ricevere la scheda elettorale, senza avere il medico di base, senza sapere quali sono i nomi dei tuoi governanti.
Devi sempre essere controllato, sempre essere presente a chi di te, non gliene frega niente. Nel momento in cui ti allontani da queste regole, ecco che si ricordano di te, ma solo perché potresti creare un precedente che potrebbe essere imitato.
Così, ti invitano anche a scegliere chi votare. Liberamente, tra destra e sinistra. Addirittura, ti propongono anche una terza via alternativa, e se non ti va bene nemmeno questo, ci sarà anche il partitino che farà per te, ma per favore, resta con noi, per sempre.
Siamo una grande famiglia. Tutti assieme appassionatamente verso un radioso futuro.
Avremo più soldi, più libertà, ma prima dobbiamo eliminare il Male, avremo più salute, più vaccini, meno ospedali, che se vacciniamo i bambini prima di nascere, non serviranno più, ci sarà meno lavoro per tutti, sempre meno lavoro, e così potremo stare in ferie per mesi e mesi e tutti assieme appassionatamente, staremo a sentire quanto è bravo l'ultimo politico di moda.
Un mondo meraviglioso, un mondo fatto apposta per te.
Perché vuoi perderti tutto questo?


venerdì 19 maggio 2017

Fluorsid - Stanno diventando maggioranza



Un paio di giorni fa, in  Sardegna, è scoppiato lo scandalo della Fluorsid, un'azienda che produce acido fluoridrico per l'industria dell'alluminio. Sette arresti e un paio ai domiciliari.
Il fluoro prodotto da questa azienda è diffuso nell'aria perché non vengono utilizzati sistemi di protezione, e pur essendo tossico, si è scelto di eliminare gli scarti sotterrandoli, buttandoli in un laghetto, farli scorrere fino al mare.
Uno scandalo.
Uno dei tanti però.
A guardare le cronache pare che sia la regola di tantissime aziende in tutta Italia.
Per qualche verso, il sistema di controllo non funziona. O manca qualcosa nella legislazione, e nessuno provvede a inserirla, oppure si chiude prima un occhio e poi l'altro.
L'importante, come dice uno degli arrestati, è produrre, produrre, produrre.
Se poi ci scappano i morti, si farà in modo di dimostrare che non è colpa loro, ma è colpa di chi è morto perché , magari, non ci faceva niente vicino alla loro fabbrica.
Il caso è venuto alla luce perché molte pecore, si sono ammalate, mostrando una crescita abnorme dei denti, fino a impedirgli di nutrirsi e farle morire di stenti.
Non ci sono stati, che io sappia, analisi di nessun tipo nella zona di Macchiareddu o di Assemini, per verificare se anche gli esseri umani abbiano presentato problemi gravi, ma se colpisce gli animali, sicuramente l'uomo non ne è passato indenne.
Il lavoro è scarso, e la gente accetta ogni tipo di ricatto pur di portare a casa qualcosa.
Ma qui in Sardegna, dobbiamo tutto questo alla mania anni sessanta e settanta, di creare industrie a ogni costo, facendo in modo che una cultura millenaria, fatta di pastori e agricoltori, andasse distrutta.
Politici lungimiranti che offrivano un grande futuro per tutti i sardi, ma che si sono ben guardati dal dire che questo futuro era grande soltanto nella sofferenza.
L'industria, forse, potrebbe essere anche pulita, controllata, gestita in maniera da non distruggere, ma a quanto pare, costa meno distruggere che gestire umanamente.
Naturalmente, i nostri politici non ne sapevano niente.
Gli uffici preposti ai controlli non ne sapevano niente.
Le ASL non ne sapevano niente.
Nessuno ne sapeva niente, mentre adesso sono tutti pronti a condannare l'azienda criminale.
Ma i criminali non sono solo quelli che hanno fatto il danno, i criminali sono anche quelli che lo permettono, stando in silenzio.
E' terribile che ci siano persone che non abbiano più alcuna umanità.
E nel mondo, stanno diventando maggioranza.

Fluorsid - Fino a 3000 volte sopra il limite -

giovedì 18 maggio 2017

Pensandoli arretrati -



Il senso di aiuto, oggi, è diverso da quello di un tempo. Probabilmente, con le informazioni che oggi abbiamo, siamo quasi certi di saperne parecchio di più su noi stessi. Questo ci porta però, a pensare che quelli di ieri non sapessero nulla o quasi. Non è proprio così. Ogni tempo ha le cose che riesce a ottenere nel suo tempo, e questo è quanto si riesce ad attuare in quel tempo. Se pensiamo che oggi abbiamo montagne di medicine che in altri tempi non c'erano ci rendiamo conto che oggi non siamo poi tanto migliori, ma che abbiamo ancora più bisogno di tantissime cose per sentirci al sicuro.
Creiamo medicine nuove quasi ogni giorno, in modo che possiamo attingere a ogni cosa che ci possa servire per non ammalarci o per guarire.
E allora, ieri, come facevano?
Penso che ieri, la malattia e la morte non fossero proprio un pensiero fisso della gente, ma che il pensiero dominante fosse il lavoro.
Tutti pensavano che fosse necessario lavorare ogni giorno per tirare avanti. Non si aveva tempo di pensare alle malattie, alle medicine, al benessere inteso come lo si intende oggi. Le cose più importanti erano altre, erano appunto, la sopravvivenza. Così siamo portati a pensare che si vivesse in condizioni pessime, costretti a lavorare per vivere, a lavorare proprio per il cibo, per il sostentamento necessario, per la propria famiglia.
Eppure, sappiamo che la vita era vita, che la famiglia era importante, che la vita sociale era molto più vissuta di oggi. I rapporti sociali non erano solo un momento di unione, ma erano anche un modo per mantenersi in contatto, per prendere accordi sulle cose da fare, erano i momenti in cui ci si metteva d'accordo per aiutarsi a vicenda nelle faccende dell'agricoltura. Il sociale non era una scelta di amicizie, ma una scelta di necessità. Questo portava anche s smorzare liti, invidie, problemi di ogni tipo perché ognuno aveva bisogno dell'altro.
Un modo di vivere diverso, un modo di vivere adatto a quei tempi.
Oggi la vita è diversa. Ma non credo sia il caso di fare paragoni col passato. E' diversa.
Che sia migliore o peggiore non ha importanza, l'importante è osservare se oggi sappiamo vivere una vita davvero migliore come immaginiamo confrontandola con passato, oppure se stiamo sprecando ancor più di loro le nostre occasioni per crescere, per alimentare la nostra coscienza.
Se pensiamo di essere più coscienti dei nostri precedenti, allora, quelle persone, hanno saputo creare qualcosa di buono, perché noi siamo i loro figli, i loro discendenti, e non ci siamo creati da soli, ci siamo creati in base a quanto loro hanno saputo darci, a quanto hanno saputo trasmetterci, a quanto hanno saputo toccarci dentro.
Noi li ricambiamo pensandoli arretrati.


martedì 16 maggio 2017

Campane tibetane, Daniela Spachtholz -



Le campane tibetane sono degli oggetti molto diversi da quanto siamo abituati a chiamare con il nome di campana, in quanto non sono appese a testa in giù e non hanno un battacchio fisso interiormente ma sono delle ciotole di metallo da utilizzare tenendole sul palmo della mano con i bordi rivolti verso l’alto o su un cuscinetto apposito.
Sono  composte da una lega di sette minerali particolari che, come ogni cosa nel mondo orientale, riconducono alla cosmologia astrale, e alla cosmologia religiosa.
Sono infatti composte da  oro (Sole) argento (Luna) rame (Venere) ferro (Marte)stagno (Giove) piombo (Saturno)e dal mercurio (Mercurio)una particolarissima lega che le rende capaci di suoni particolari che vengono definiti “terapeutici” in quanto solleticano le onde theta  ed è per questo che il loro costo è più elevato che quello delle campane prodotte in altri luoghi come il Nepal o la Cina, le cui produzioni non sono così ad alto livello sonoro.
Oggi vengono prodotte anche in Nepal ed in India ma sempre nei monasteri dove si continua la tradizione della lega dei sette preziosi minerali.
Le campane una volta fuse e raffreddate, vengono finemente cesellate a mano o decorate con mantra che risaltano su smalti spesso neri. La curiosità che forse non tutti sanno è che se la campana dovesse incrinarsi nella cottura o nell’intarsio della decorazione, non potrà più essere utilizzata perché riscaldare nuovamente quella lega significherebbe perdere la sonorità della campana stessa. Vengono quindi utilizzati gli “scarti” per forgiare molti altri tipi di manufatti ma non sicuramente un’altra campana.
Sono considerati strumenti vibrazionali perché il loro suono puro produce una vibrazione politonale (con vari toni), che va a interagire con il sistema energetico del corpo il quale si basa anch’esso su vibrazioni, come ben ci spiega al giorno d’oggi la fisica quantistica.
In Tibet o comunque nei monasteri dei Lama tibetani si utilizza la “ciotola sonora” (nome più indicato per l’oggetto in questione) solo in alcuni momenti di cerimonie importanti, dove vengono utilizzati anche altri strumenti particolari come il damaru e il Kanling. Queste  cerimonie sono pratiche di lunga vita o di richieste particolari a “divinità” che hanno un particolare influsso sul nostro sistema vibrazionale
Da parecchi anni questi strumenti che erano utilizzati solo per mantenere alte le vibrazioni nelle pratiche religiose, vengono utilizzati per altri scopi, soprattutto in pratiche olistiche e atte al benessere psicofisico dell’uomo.
Ogni ciotola sonora ha una sua particolare vibrazione e quindi un suono diverso dalle altre. Questa differenza è data dalla grandezza, dalla forma e dalla percentuale utilizzata nella lega di ognuno dei sette elementi che la compongono.
Troviamo quindi ciotole sonore di dimensioni minuscole o altre di dimensioni enormi che vengono utilizzate nei modi più disparati.
Alcuni operatori del benessere poggiano le ciotole sonore sulle persone, calibrando la grandezza della ciotola, il suo suono, il risultato che se ne vuole ottenere, e le “suonano” battendo con il battacchio su di esse. Questo è il modo più comune di utilizzare le campane tibetane, ma è una “interazione” che a mio avviso è troppo intensa e invadente per la persona che è sottoposta al trattamento. Io prediligo metodi più gentili ma che sono più efficaci a lungo termine.
Il battacchio di queste ciotole è un legno rotondo e lungo circa venti centimetri variamente intagliato con la parte finale liscia che viene tenuto nel pugno dalla parte intagliata e battuto sulla campana o ciotola per dare il caratteristico suono.
Si può anche utilizzare il battacchio in un altro modo: impugnandolo strettamente nella mano destra e facendolo passare sulla superficie esterna della ciotola producendo uno sfregamento che provoca un suono del tutto particolare e diverso da quello prodotto dal battito.
Io ho imparato ad utilizzarle nelle cerimonie accorgendomi che il solo battito sulla parte esterna della ciotola con il battacchio produceva delle “sensazioni particolari” anche all’animo umano.
In fondo era la finalità per cui le si utilizzavano anche nelle cerimonie religiose, ma estrapolando la parte religiosa del cerimoniale il suono restava comunque un ottimo interlocutore con il sistema energetico di chi avevo di fronte.
Faccio un esempio; se la persona che stava ascoltando il suono aveva dei blocchi energetici, la campana corrispondente al punto del blocco suonava male, era stonata e differiva tantissimo dal suono delle altre.
Ho inizialmente trovato molto strana questa stonatura e ho cominciato a cercare una soluzione al problema. Ho lavorato molto con i miei Maestri su questa particolarità e ho scoperto che la ciotola sonora è influenzata dalla capacità di “penetrare” nel campo vibrazionale della persone che ha attorno, per cui se trova un blocco il suono non riesce a passare e quindi torna indietro “stonando”.
Ho scoperto che per sbloccare quel punto dovevo lavorare con le altre campane che avevano riscontro sulle vibrazioni dei punti vicini a quello ostruito, così che riuscissero a sbloccare l’energia incastrata e finalmente potesse suonare bene anche quella che sembrava stonare.
Questo è il modo che utilizzo io per suonare le ciotole sonore. Una meditazione di gruppo. O anche privata, che abbia come finalità quella di sbloccare i punti “intasati” delle energie, così che ricominciando a fluire nel modo giusto possano essere di beneficio a tutto l’organismo.
Spesso dopo questo “sblocco” che io percepisco già dai suoni rinnovati e gradevoli delle campane, la persona che si è sottoposta al trattamento di meditazione scoppia in un pianto liberatorio.
Questo mi rinnova la conferma che sto lavorando nel modo giusto.
Le meditazioni con le campane tibetane si possono effettuare nel centro Naturopatico di Airuno su prenotazione.
Per informazioni Luoghi di Luce (pagina FB luoghi di luce) oppure
Luoghi del Benessere (pagina FB tecniche del benessere)
Daniela Spachtholz Master reiki, riflessologa, naturopata, esperta tecniche tibetane.




venerdì 12 maggio 2017

Medicina Ufficiale e cure alternative -



Non sono un fan della medicina, ma sono cosciente che la medicina ufficiale è sempre importante. Senza la medicina ufficiale, sono certo che le malattie sarebbero molte di più e che la vita sarebbe più breve per molti. Basta osservare le condizioni di vita dei paesi poveri, dove la medicina non è diffusa in maniera sufficiente.
Ci sono però, delle condizioni che cambiano con la coscienza delle nuove scoperte in ogni campo. Le scoperte degli ultimi anni, ci hanno offerto molte altre soluzioni ai diversi mali dell'uomo. Alcune di queste novità sono ostacolate in maniera quasi maniacale, come fossero il demonio in terra, altre sono accettate con difficoltà, ma rimane il fatto che ci sono persone che sperimentano queste novità e ne traggono vantaggio e salute.
Così come la medicina ufficiale, anche le medicine e le cure alternative, hanno delle carenze, dei limiti che non riescono a superare. Quindi considero che nessuno ha la famosa bacchetta magica per risolvere ogni problema.
Il problema vero, è che l'una tende ad escludere l'altra, creando così la condizione per chiudere le porte a ogni novità, e specialmente, alla possibilità di integrare le due vie.
La medicina ufficiale diventa una religione, e la medicina alternativa è la religione contrastante.
Ci mettiamo sempre nella condizione di dover dividere in due le cose, un dualismo che oramai dovremmo sapere che spesso è davvero dannoso per noi tutti in ogni campo.
Eppure si insiste a mantenere la propria fazione in una posizione di contrasto, creando confusione e spesso, anche risultati dannosi per qualsiasi persona che abbia bisogno di cure.
E' chiaro che non sto parlando dal punto di vista medico, perché non lo sono, ma parlo da utente e da persona che si è dedicata, e si dedica, ad alcuni sistemi di aiuto nel campo definito alternativo.
Da alcuni anni pratico su me stesso alcune tecniche innovative, come ad esempio l'EFT, Emotional Freedom Tecnique, che può apparire qualcosa di non scientifico, ma sappiate che sono state fatte diverse ricerche scientifiche in proposito e che sono state documentate come valide su diverse disfunzioni, sia fisiche che psicologiche.
Buona parte di queste medicine alternative si occupano di qualcosa che non è accettato dalla Scienza Ufficiale, ma diversi medici, specialmente in psicologia, cominciano ad utilizzarle con profitto dei loro pazienti. Il problema è che ci sono alcuni psicologi che li utilizzano e, spesso, vengono eliminati dai registri dei professionisti, mettendoli così, nell'impossibilità di operare legalmente. Un assurdo che le strutture ufficiali utilizzano per mantenere il controllo sul loro settore.
Un altro problema è che le tecniche utilizzate nei settori alternativi, spesso possono essere apprese da chi ne ha bisogno e utilizzarle senza dover ricorrere al professionista per sempre. Una volta appreso come risolvere un proprio problema, non ha bisogno di tornarci, lo fa da solo.
Questo però, per la struttura sociale in cui viviamo, è una perdita economica. Se non paghi niente, non conviene, e anche se questa visione può apparire stupida, non lo è affatto. Se la gente comincia a curarsi da sola, anche se in misura minima, si comincia a dubitare dell'esclusiva sulla medicina ufficiale, ma nessuno la vuole mettere in dubbio, si vuole soltanto evitare di doversi rimpinzare di medicine per ogni cosa, perché ci sono molte cose che possono essere curate semplicemente usando il proprio corpo e la propria mente in maniera cosciente.
Se io so come farmi passare un mal di testa senza dover ricorrere a medicine, perché non devo farlo? Se il mio mal di schiena non lo cura nemmeno la medicina, perché non devo guardare altrove per curarmi? La condanna è che non è stato dimostrato scientificamente, e quindi non valido. Ma se mi cura, cosa mi importa, da sofferente, che sia o non sia dimostrato nei laboratori scientifici?
Certo, come già detto, nessuno condanna la medicina ufficiale e grazie per la sua esistenza, ma la sua santità, il suo dogma, non hanno bisogno di esistere. Quello che deve esistere è il benessere di chi ha bisogno, e se questo lo cura un ago, una tisana o un atteggiamento mentale diverso, non dovrebbe avere tutta questa acredine da parte della medicina ufficiale.

Chi soffre non sa perché la chimica funziona, non sa perché un erba funziona, ma il proprio corpo lo sa, le proprie cellule lo sanno e la nostra mente, potendo, sceglierebbe prodotti naturali anziché chimici. Oggi non basta più dire 'l'importante è curarsi', oggi si vuole curarsi con prodotti il più naturali possibili, ma nessuno chiede che la chimica sia eliminata, tutti sappiamo che è importante e necessaria. Vogliamo solo essere più coscienti e non sentirci soltanto parte di un affare economico.  

venerdì 5 maggio 2017

Rischiamo anche di guarire -



Ci sono persone che scoprono metodi e sistemi in ogni campo, ma che non sono autorizzate dalla ufficialità del settore e vengono continuamente rinnegate con tutti i mezzi che si hanno a disposizione. Alcune di queste scoperte, dopo anni di contrasti, entrano a far parte dell'ufficialità degli stati e delle corporazioni, altre vengono negate fino a distruggere, anche fisicamente, che le ha proposte.
Viviamo in un periodo storico, dove le informazioni viaggiano molto velocemente, e chi scopre qualcosa, sperimentandolo personalmente, ne può diffondere i risultati immediatamente.
Le scoperte che sono industrializzabili, vengono generalmente accettate, e integrate nell'ufficialità, quelle invece, che prevedono un auto aiuto, senza cioè produrre materiale da vendere, vengono contrastate.
Molte di queste scoperte, si scoprirà che non sono veramente funzionali all'aiuto dell'uomo, e in genere, chi li sperimenta, lo può dire, attraverso internet, informando altri della loro inutilità. Altre, funzionano, aiutano, e lo fanno senza dover ricorrere a spese.
La tendenza ufficiale è basata sulla teoria della sperimentazione e della prova, ripetuta più volte, che ne certifichi la funzionalità, ma in molti casi, vengono messe da parte semplicemente perché considerate stravaganti, senza fondamento scientifico.
Il problema di base di queste affermazioni, non è che ci sia stata una sperimentazione, ma che a priori, si decide che non possono funzionare, e quindi condannate.
Per molte di queste scoperte, non ci sono sperimentazioni da parte dell'ufficialità, ma vengono comunque condannate e messe da parte.
Se si insiste, non si attacca più la scoperta, ma lo scopritore, fino a distruggerne l'immagine.
Ora, io non so se tutte queste novità siano davvero funzionali, ma di sicuro risulta che ci sia una specie di negazione, di rifiuto all'ufficialità delle cure imposte.
Sono continue le informazioni che indicano come molte medicine provochino più danni che benefici, e queste informazioni non sono più nascoste. L'attacco alla chemioterapia da diversi medici e ricercatori non è soltanto un desiderio di distruggere, ma sono fatti scientifici dimostrati, eppure, non si vuole nemmeno osservare se le novità proposte siano in qualche modo utili.
Si conferma, in questo modo, che oltre non ci può essere nient'altro. Si accetta di solidificare una scoperta in un eterno che nella stessa Scienza non può esistere.
Come dire, questa è la cura finale, oltre non si può andare. A meno che non sia una scoperta che renda, industrialmente, più di quella attuale.
Quello che mi dà fastidio, è che nella medicina ufficiale, ogni persona è considerata uguale.
Ma non lo siamo, ognuno di noi è diverso, anche nelle cellule.
Ognuno di noi accetta e nega una malattia in modo diverso.
Ognuno di noi è un organismo diverso, che accetta o rifiuta una medicina, e di questo non si può tenere conto perché la medicina è industrializzata.
Infondo, ci sentiamo costretti a subire le cure che ci vengono date, senza avere voce in capitolo.

Se siamo fortunati, rischiamo anche di guarire.

mercoledì 26 aprile 2017

Teniamoci ignoranti -



Per quanto ci sentiamo tutti parte di qualcosa di infinito, di spirituale o di magico, mi viene da pensare che ci sia qualcosa che non si aggrega a un pensiero coerente con la vita.
Ho come la sensazione che vogliamo che le cose siano così. Non che lo siano realmente.
Quando osservo i pensieri e li porto sempre più indietro nella loro creazione, prima che svaniscano e che nulla rimanga, sorgono quei pensieri che non dovrebbero mai formarsi in una mente dei nostri tempi, perché sono fuori luogo. Eppure emergono e si lasciano osservare. Se li alimento leggermente, mi portano a conclusioni veramente insolite, ma non impossibili.
Così, andando indietro nel tempo, mi immagino la vita dei primi esseri umani, quelli che vivevano secondo natura, secondo possibilità.
Gli studiosi ci hanno sempre portati a pensare che fin da allora, l'uomo fosse legato a qualcosa di mistico, di magico, di spirituale.
Eppure, quando osservo questi pensieri, non emerge niente di tutto questo.
Quegli esseri mi appaiono semplicemente degli umani che vivono la vita del loro tempo con le possibilità che offre quel tempo, e non vedo nessuno scopo, nessun interesse, nessuna indicazione che avessero bisogno di crearsi delle divinità, fosse anche lo stesso fuoco.
Perché un neanderthaliano avrebbe avuto bisogno di fare del fuoco una divinità?
Perché l'acqua, doveva essere adorata?
Perché il sole doveva essere un dio nel cielo?
Non lo vedo. Non ci sono pensieri coerenti che mi portino a pensare che le cose erano veramente in questo modo.
Penso piuttosto, che questo modo, sia stato quello con il quale gli studiosi hanno osservato questi fatti.
Vivendo in un mondo dove ogni cosa è impostata in questo modo, non si vuole concepire un mondo dove queste cose non esistevano.
Non avevano nessuna necessità di avere dei o divinità.
Avevano di che vivere, e se non lo avevano, morivano.
Una delle cose più strane che vengono date come arte divinatoria, è che anche tra di loro si usava sotterrare i morti, e spesso vengono trovati in posizione che identificano come fetale. Ma non era proprio così. Il fatto che fossero sistemati raggomitolati, era perché non scavano buche larghe e lunghe, ma dei fossi, dove venivano sistemati. E il fatto che venivano sepolti, era perché lasciandoli all'aperto, puzzavano e attiravano animali, a volte feroci.
Ci sono tanti studi che sono stati rivisti sotto altri aspetti riguardo i primitivi umani che hanno dimostrato che ci sono state raccontate parecchie falsità, forse in buona fede, ma stranamente, non vengono diffuse. Si preferisce che la gente continui a pensare che sia tutto come è stato detto in precedenza. Si tengono nell'ombra le scoperte che rimettono in discussione teorie diffuse da tempo. Si alimenta l'ignoranza, come se fosse meglio non sapere.
Una delle informazioni che sono state contraddette, ad esempio, è quella del flauto di Divje Babe, trovato in Slovenia, un femore di orso, che presentava dei fori. La presenza di questi fori ha lasciato intendere, o hanno voluto intendere, che fosse un flauto, considerandolo così come il più antico strumento musicale a fiato. La verità, invece, è che si tratta di buchi provocati dai denti, probabilmente di un lupo o di un animale simile, che ha azzannato l'orso. Però questa nuova notizia, studiata in laboratorio, non viene diffusa.
Se si nascondono queste semplici informazioni che non mettono in pericolo nessuno, mi chiedo quante informazioni più importanti non ci vengono date.
Sembra un continuo tentativo di nascondere informazioni a ogni costo per salvaguardare il già detto. Nessuno si rimangia quanto detto, sembra qualcosa di impossibile.

Teniamoci ignoranti.

martedì 18 aprile 2017

Dove il Cielo si unisce alla Terra -




Ho deciso, in segno di ringraziamento ai miei lettori, di dare in regalo un mio racconto. Il racconto è un fantasy di 48 pagine, un'avventura da vivere tutta d'un fiato. Grazie a tutti per la vostra attenzione. pietrochag - 

venerdì 14 aprile 2017

La via non deve dipendere -



Si viaggia in dimensioni di pensiero che costruiscono immagini. Stiamo apprendendo continuamente nuovi concetti e nuove forme pensiero per riuscire a penetrare nell'intimo dell'anima, della coscienza. Coloro che si dedicano a osservare senza osservatore, vanno in dimensioni che non si lasciano spiegare ne descrivere.
Ora, se questo è quanto accade, quando ci troviamo in queste dimensioni, possiamo soltanto viverle, non abbiamo alcuna possibilità di trasmetterle a noi stessi o ad altri in quanto non sono descrivibili.
Il più delle volte si ricorre al sistema della negazione per descriverne almeno qualche piccola parte, non è questo, non è quello, non è né questo né quello. Ma anche con questo metodo, non riusciamo a farci capire.
Lo stato interiore di silenzio, lo stato di vastità e di immaterialità, lo si definisce in molti modi, ma nessuno di questi modi riesce a descriverlo fino a trasmetterlo ad altri.  Ci troviamo in una condizione dove solo quando ci entri, riesci a comprenderlo, ma soltanto a livello di coscienza propria, senza possibilità di dargli una descrizione attraverso il pensiero e la parola.
Il tentativo di descriverlo per trasmetterlo, fa parte di quella innata tentazione di fare del bene dando il meglio di sé. E' una costante di chi si dedica alla ricerca interiore: dare.
Andando a guardare i grandi della storia della spiritualità, troviamo tantissimi personaggi, veri o falsi che siano, che cercano di trasmettere questo stato, e tutti, sembra che leghino questa esperienza al dare agli altri quanto hanno acquisito.
Ma è davvero cosi? Davvero i grandi, come il Buddha, il Cristo, il Bruno, il Krisna, e tanti altri hanno inserito in questa trasmissione la necessità di dare?
Forse si , forse no.
Se davvero hanno realizzato questo stato, sanno già in partenza che non possono darlo agli altri.
Però hanno cercato di dare indicazioni che potessero avvicinare il cercatore a questa esperienza. E questo è quanto hanno fatto di buono, quanto hanno potuto fare di buono.
Il problema si presenta quando, noi, tentando di fare quanto ci hanno detto, ci aggreghiamo in un gruppo, in una religione.
A quel punto, secondo me, siamo fregati.
Un gruppo, una religione, ha necessità di organizzazione, di strutture, di regole.
Inseriti in questo contesto, gli insegnamenti diventano materia di studio, non più di ricerca.
Ci saranno maestri, conduttori, organizzatori, persone importanti che indicheranno costantemente cosa fare e cosa non fare.
Entrati in questa struttura, possiamo studiare i testi, conoscere i punti di vista dei maestri, ma nessuno di loro ci potrà dare quanto stiamo cercando. Ci possono dare soltanto informazioni. Fino a che il ricevere informazioni diventa un'abitudine, un bisogno, una necessità.
A questo punto, possiamo stare certi che stiamo chiudendo tutte le porte all'esperienza reale.
Diventiamo discepoli-dipendenti.
La via non deve dipendere.

mercoledì 5 aprile 2017

Auto pubblicare libri





Chi mi segue su questo blog o nelle altre mie pagine, sa che scrivo libri e che li auto pubblico.
Per farlo mi servo di alcuni siti che offrono questo servizio.
L'auto pubblicazione si sta diffondendo sempre di più, perché per accedere all'editoria ufficiale, alle grandi case editrici, ci sono difficoltà di ogni genere, specialmente per chi non è parte di queste strutture.
Le case editrici, negli ultimi anni, hanno cessato di pubblicare libri interessanti, nel senso che non si basano più sul fatto che un libro sia importante, ma guardano con più attenzione all'autore: non si vende il libro, ma l'autore.
Se l'autore non ha mezzi sufficienti, se non ha un'immagine importante da vendere, se non si dispone al sistema imposto dalla casa editrice, non verrà pubblicato.
A volte, capita che puntano su un autore per poi veder fallire il progetto per diversi motivi. In questo caso, si trovano ad affrontare una perdita di investimenti, ma questo non li preoccupa più di tanto, infatti, si rifanno con sistemi finanziari di indebitamento. Quasi tutte le grandi case editrici, sono indebitate per diversi milioni, ma in qualche modo, c'è lo Stato che provvede a sistemare le cose.
Nell'editoria self, invece, non ci sono garanzie di nessun genere. Si scrive il libro, lo si corregge, lo si impagina, si fa la copertina, si stabilisce il prezzo. Tutto da se.
E' un lavoro molto impegnativo, ma possibile e dà delle buone soddisfazioni.
Chi si auto pubblica però, si trova senza servizi di distribuzione, il libro non andrà nelle librerie.
Sarà disponibile sul web in formato cartaceo o in formato digitale.
La sua fama, dipenderà dal lavoro di auto pubblicità che si farà.
Chi intende fare molti soldi con questo sistema, troverà davvero tanti ostacoli, non è facile farsi un nome o far conoscere una buona storia al grande pubblico, e in genere, si rimane in un ambito quasi di gruppo.
Si vendono alcune copie, ma non cifre importanti.
Naturalmente, qualcuno ci riesce, ma sono certo che dietro ci sia un lavoro immenso.
Se lo scopo di auto pubblicarsi è quello di fare molti soldi, quindi, diventa molto difficile.
Io scrivo, e ho scritto molto, nel tempo. Adesso sto pubblicando i miei libri online, ma ho una visione di questo mondo che non mi porta ad aspettative particolari.
Mi sono trovato con molti libri scritti, e alla fine ho deciso di pubblicarli, soprattutto, ho deciso di averne una copia stampata per me. Avere i miei libri stampati, nella mia libreria, è una personale soddisfazione che può avere soltanto chi ha amato davvero scriverli.
Questo è il motivo principale per cui pubblico i miei libri.
Alcuni, specialmente gli amici che mi conoscono, li comprano, ma state certi che non ho una vendita che mi faccia esultare. Ogni tanto se ne vende uno, ma non aspettatevi la fila davanti alla vostra pagina.
E continuo a scrivere, continuo a farlo con piacere e con soddisfazione, adesso che li vedo stampati, lo faccio con più piacere ancora.
Auto pubblicatevi, cercatevi uno sito di self publishing  e date forma ai vostri scritti, ne avrete una bella soddisfazione personale. Ne sono convinto.








venerdì 31 marzo 2017

Janas,





Janas, Uomini e Giganti - Photocity -

Un libro pubblicato alcuni anni fa ma che mi ha dato davvero tante soddisfazioni. Lo ripropongo spesso perché è sempre valido, specialmente per chi ama la Sardegna.

mercoledì 29 marzo 2017

Pensare l'impensabile -



Qualsiasi cosa si pensa è perché è pensabile. Non esistono cose impensabili, perché essendo impensabili non ci può essere mente capace di pensarle.
Quando pensavo l'impensabile mi sono trovato nella situazione di poterlo pensare. Nel momento che il pensiero è nato, ho compreso che non era impensabile. A volte non vogliamo pensare qualcosa che potrebbe ribaltare la nostra percezione del mondo in cui viviamo, ma se facciamo uno sforzo, ci riusciamo. A volte fa male pensare ciò che pensiamo impensabile. Ma quando il pensiero si forma e si anima nella nostra mente, diventa qualcosa di fatto, di finito, di concluso. I pensieri portati al limite della percezione, diventano innaturali, diventano qualcosa che non si riesce a far aggrappare al vissuto, sono parte di un mondo che si nasconde dietro ombre oscure e quando emergono ci creano disagio. Questo disagio può essere provocato dal fatto che non includiamo questi pensieri nella nostra esistenza, vivendo, in questo modo, una vita dove ci manca proprio l'impensabile.
Certo, si raggiungono queste riflessioni se si è abituati a usare i pensieri in maniera costante, in maniera continua. Mi accade, forse, perché mi considero uno scrittore, e quando scrivo mi accorgo che la mente riesce a lacerare in qualche modo, questa ombra che tiene racchiusi tesori di pensieri. A volte sono valanghe che non riesco a contenere, e li perdo a causa della loro velocità e complessità, ma a volte, sono chiari, pensieri che spontaneamente si formano e mi lasciano il tempo di pensarli o addirittura di trascriverli.
L'Impensabile rimane comunque qualcosa che non emergerà mai in tutta la sua forza, perché è legato alla nostra mente, al come siamo fatti, alla dimensione in cui viviamo, ma si può riuscire a strapparne alcuni, che spesso, diventano parte importante della nostra stessa esistenza, pur mantenendo quell'alone di mistero che ci fa chiedere, 'ma dove sono arrivati questi pensieri'?